Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro

Il 6 aprile 2021 è stato sottoscritto l’aggiornamento del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 negli ambienti di  lavoro. Il documento, dopo un confronto tra le Parti sociali, aggiorna e rinnova il precedente  Protocollo. 

Il Protocollo, come nella versione precedente, è composto da 13 sezioni e di seguito sono stati  riportati i principali aggiornamenti:

  1. MODALITÀ DI INGRESSO IN AZIENDA

La riammissione al lavoro dopo l’infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19 avverrà secondo le  modalità previste dalla normativa vigente (circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020 ed  eventuali istruzioni successive). I lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno  riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in  struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario 

  1. MODALITÀ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

In caso di lavoratori dipendenti da aziende terze che operano nello stesso sito produttivo (es.  manutentori, fornitori, addetti alle pulizie o Vigilanza, etc.) che risultassero positivi al tampone  COVID-19, l’appaltatore dovrà informare immediatamente il committente, per il tramite del medico  competente, ed entrambi dovranno collaborare con l’autorità sanitaria fornendo elementi utili  all’individuazione di eventuali contatti stretti, nel rispetto della normativa vigente in materia  di trattamento dei dati personali. 

  1. PULIZIA E SANIFICAZIONE

L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle  postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago, in coerenza con la circolare del Ministero  della salute n. 17644 del 22 maggio 2020. 

  1. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), ai sensi dell’articolo 74, comma 1, del  decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le “mascherine chirurgiche” di cui all’articolo 16, comma  1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,  n. 27, il cui uso è disciplinato dall’articolo 5-bis del medesimo decreto-legge. Pertanto, in tutti i  casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque  obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale  di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento,  in coerenza con quanto previsto dal DPCM 2 marzo 2021.

  1. ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E LAVORO AGILE DA REMOTO, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

In merito alle trasferte nazionali ed internazionali, è opportuno che il datore di lavoro, in  collaborazione con il MC e il RSPP, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di  trasferta previste, anche in riferimento all’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione. L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati, che favoriscano il  distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e  prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità degli orari. 

  1. SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

Sono sospesi tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche  obbligatoria, fatte salve le deroghe previste dalla normativa vigente. Sono consentiti in presenza,  ai sensi dell’articolo 25, comma 7, del dPCM 2 marzo 2021, gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP,  nonché la formazione in azienda esclusivamente per i lavoratori dell’azienda stessa, secondo le  disposizioni emanate dalle singole regioni, i corsi di formazione da effettuarsi in materia di protezione  civile, salute e sicurezza, i corsi di formazione individuali e quelli che necessitano di attività di  laboratorio, nonché l’attività formativa in presenza, ove necessario, nell’ambito di tirocini, stage e  attività di laboratorio, in coerenza con i limiti normativi vigenti, a condizione che siano attuate le  misure di contenimento del rischio di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle  misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione»  pubblicato dall’INAIL. È comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta,  effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in lavoro agile e da remoto. 

  1. SORVEGLIANZA SANITARIA

Il medico competente collabora con il datore di lavoro, il RSPP e le RLS/RLST nell’identificazione ed attuazione delle misure volte al contenimento del rischio di contagio da virus  SARS-CoV-2/COVID-19. 

Il medico competente collabora con l’Autorità sanitaria, in particolare per l’identificazione  degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore riscontrato positivo al tampone COVID-19 al fine di  permettere alle Autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. In merito ai  “contatti stretti”, così come definiti dalla circolare del Ministero della salute del 29 maggio 2020,  è opportuno che la loro identificazione tenga conto delle misure di prevenzione e protezione  individuate ed effettivamente attuate in azienda, ai fini del contenimento del rischio da SARS-CoV 2/COVID-19. 

La riammissione al lavoro dopo infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19 avverrà in osservanza della  normativa di riferimento. Per il reintegro progressivo dei lavoratori già risultati positivi al  tampone con ricovero ospedaliero, il MC effettuerà la visita medica prevista dall’articolo 41,  comma 2, lett. e-ter del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni (visita medica precedente alla  ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni  continuativi), al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di  rischiosità – indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

In conclusione, ci teniamo a ricordare che: la prosecuzione delle attività produttive può infatti  avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati  livelli di protezione. La mancata attuazione del Protocollo, che non assicuri adeguati livelli di  protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo alla lettura del testo integrale del documento di cui trovate  il link qui sotto.

Riferimenti bibliografici: Protocollo condiviso di aggiornamento del 6 aprile 2021

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