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L’importanza del ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza in azienda

Questa figura aziendale è obbligatoria in tutte le aziende, ma in base alle dimensioni delle stesse cambia la modalità di nomina del rappresentante. Ai sensi dell’Art. 47 del Decreto Legislativo n. 81 del 2008 (Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) stabilisce che nelle aziende o unità produttive con un massimo di 15 dipendenti il RLS è solitamente eletto dai lavoratori tra di loro. Invece nelle aziende o unità produttive che contano più di 15 lavoratori il RLS è eletto o designato sempre dai lavoratori, ma all’interno delle rappresentanze sindacali aziendali. Il numero dei rappresentanti non è predeterminato per legge, al contrario sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, il numero minimo dei RLS (art. 47, comma 7, D.Lgs. 81/2008):

  • 1 per le aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori;
  • 3 per le aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
  • 6 per tutte le aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. 

Aziende per le quali il numero dei RLS aumenta nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva. Il datore di lavoro deve comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei RLS cos come stabilito dall’art. 18, comma 1, lettera aa) del D.Lgs.81/2008 o nel caso di mancata designazione o elezione indicare l’assenza del RLS in azienda (ed in tal caso si applica l’art. 48). Per quanto riguarda la modalità di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendale il D.Lgs. 81/2008 sancisce che se non c’è una decisione in occasione della contrattazione collettiva, l’elezione è fissata lo stesso giorno in cui avviene la giornata nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro all’interno della settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro.

I principali compiti svolti dal RLS sono:

  • il potere di accesso nei locali aziendali dove si effettuano i lavori;
  • la consultazione preventiva sulla questione della valutazione dei rischi, della programmazione e della realizzazione della prevenzione aziendale;
  • la consultazione sulla designazione del responsabile e degli addetti dei servizi di prevenzione, tra i quali gli incendi, il primo soccorso, l’evacuazione dei luoghi di lavoro ed il medico competente;
  • la ricezione delle informazioni elaborate dal servizio di vigilanza;
  • la promozione delle attività che attengono le misure di prevenzione per tutelare i lavoratori;
  • l’obbligo di comunicare al datore di lavoro i rischi individuati durante il suo lavoro;
  • il potere di proporre ricorso alle autorità competenti se ritiene che le misure preventive presenti in azienda siano insufficienti a garantire la tutela fisica dei lavoratori.

Altra figura di particolare importanza all’interno delle rappresentanze dei lavoratori è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST).  Questo, esercita le stesse funzioni e i compiti del RLS all’interno di tutte le aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza nelle quali non è presente il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Le modalità di elezione sono differenti rispetto a quelle del RLS, in quanto sono stabilite dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali, o di categoria, e dalle associazioni più importanti dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Infine, esiste anche il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del sito produttivo (RLSP). In base all’art.49 del Testo Unico in esame i RLSP appartengono a quelle realtà aziendali che si creano quando una serie di aziende o cantieri si trovano ad operare nello stesso contesto. Possono costituire siti produttivi:

  • i porti che sono sede di autorità portuale o marittima individuata con decreto dei Ministri del lavoro e dei trasporti;
  • i centri intermodali di trasporto;
  • gli impianti siderurgici;
  • i cantieri nei quali lavorano più di trentamila uomini-giorno, cioè la somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori per il completamento di tutti i lavori;
  • contesti produttivi in cui operano moltissimi lavoratori simultaneamente, tanto da causare delle interferenze tra le aziende presenti.

Il RLS ha diritto ad una Formazione particolare in materia di salute e sicurezza cos come precisato dall’art. 37, comma 10 del D.Lgs. 81/2008. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale (art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/2008). Tale formazione deve permettere al RLS di poter raggiungere adeguate conoscenze circa i rischi lavorativi esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi, nonché principi giuridici comunitari e nazionali, legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, principali soggetti coinvolti e relativi obblighi e aspetti normativi e tecnici della rappresentanza dei lavoratori. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. 

La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori (art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/2008).

Fonte: “Gazzetta Ufficiale – Decreto Legislativo n. 81 del 2008” – https://bit.ly/3tZzLx0

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Aggiornamento piano vaccini Covid-19

Il Ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato il documento “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” che aggiorna le categorie a cui offrire la vaccinazione e l’ordine di priorità per l’attuazione della seconda fase del Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, adottato con “DM del 2 gennaio 2021”, in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni sui vaccini disponibili.

Il documento ha ricevuto parere positivo da parte del Consiglio Superiore di Sanità ed è stato oggetto di un confronto con il Presidente e alcuni componenti del Comitato Nazionale di Bioetica. 

Il gruppo di lavoro permanente su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha ritenuto largamente condivisibile l’impostazione adottata nel documento, che appare ispirata a principi di equità, protezione, promozione della salute e del benessere, concordando che i vaccini a cui, sulla scorta delle informazioni attualmente disponibili, si attribuiscono maggiori capacità protettive da malattia (vaccini che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero) vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al COVID-19. 

Il gruppo di lavoro ha considerato inoltre altrettanto ragionevole che il vaccino di AstraZeneca sia offerto preferenzialmente a soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide.

Fonte: “Ministero della salute” – https://bit.ly/2OoOEbD

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Il datore di lavoro può licenziare il dipendente che rifiuta di vaccinarsi?

Il 2020 è stato l’anno del COVID-19, l’anno in cui parole come lockdown e quarantena sono divenute di uso comune, l’anno in cui abbiamo cambiato le nostre routine e abbiamo rinunciato a molte delle nostre abitudini. Nel nuovo anno sembra finalmente potersi scorgere una luce in fondo al tunnel: l’arrivo del vaccino, in grado di ridurre del 95% la possibilità per un adulto di contrarre il virus. Tra i vari dibattiti sicuramente degno di nota è quello che in questi giorni si sta svolgendo tra illustri esperti del diritto, magistrati ed avvocati, i quali cercano di rispondere ad una domanda:

“Il datore di lavoro può licenziare il dipendente che rifiuta di vaccinarsi?”

L’art. 2087 del codice civile, pietra miliare della sicurezza nell’ambiente di lavoro, pone in capo al datore di lavoro un obbligo dalla validità costante e dall’attualità permanente, consistente nel dovere inderogabile di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori.

La formulazione dell’art. 2087 ne fa una norma aperta, idonea a supplire alle lacune normativa del sistema antinfortunistico, incapace di prevedere ogni specifico fattore di rischio, ed è volta pertanto a ricomprendere ipotesi e situazioni non espressamente previste. Viene così sancito il cd. debito di sicurezza del datore di lavoro, non circoscritto alla sola osservanza delle misure imposte dalle disposizioni legislative, ma comprensivo di tutti gli interventi concretamente necessari ed attuabili per prevenire infortuni sul lavoro e malattie professionali. Il datore di lavoro dovrà quindi adottare tutte le misure previste dall’ordinamento positivo, in ottemperanza al fondamentale criterio della massima sicurezza tecnologicamente disponibile. Da ciò discende che il datore di lavoro sarà obbligato a conformarsi agli aggiornamenti scientifici sugli sviluppi della tecnica, in quanto gli stessi rischi professionali si evolvono costantemente per effetto delle modificazioni del processo e dell’ambiente di lavoro, divenendo di fatto il garante dell’incolumità fisica del lavoratore.

Inoltre, bisogna considerare che il legislatore ha previsto un obbligo sia per il datore di lavoro che per il lavoratore: mentre il primo è obbligato a predisporre strumenti per informare e formare i lavoratori sui rischi derivanti dall’attività lavorativa, il secondo è obbligato ad attuare quanto predisposto dal DL, divenendo protagonista assoluto nell’attuazione dei presidi di sicurezza secondo il principio dell’autotutela. La necessità di prevenire malattie infettive e di arginare l’emergenza sanitaria in atto impone l’adozione di misure omogenee sul territorio nazionale; ciò al fine di raggiungere l’immunità di gregge la quale richiede una copertura vaccinale a tappeto in una determinata comunità, al fine di eliminare la malattia e di proteggere coloro che, per specifiche condizioni di salute, non possono sottoporsi al trattamento preventivo.

Per poter arrivare a concepire come lecito il licenziamento del lavoratore che rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione, il legislatore nazionale avrebbe dovuto prevedere come obbligatorio un determinato trattamento sanitario, sulla base del principio di precauzione e dei dati e delle conoscenze medico-scientifiche disponibili. Obbligare il lavoratore a vaccinarsi in mancanza di una legge statale violerebbe il suo diritto all’autodeterminazione, statuito non solo dalla Carta Costituzionale ma anche dalla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea nonché dalla Convenzione sui Diritti Umani e la Bioetica le quali impongono la necessità del consenso libero ed informato del paziente.

Necessariamente, al presente articolo informativo, seguiranno altri chiarimenti nei prossimi giorni da parte delle autorità competenti.

Fonte: “PuntoSicuro” – https://bit.ly/3oRNVwU 

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Stato di emergenza: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta del 13 gennaio, il decreto-legge “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e di svolgimento delle elezioni per l’anno 2021”, prorogando al 30 aprile 2021 lo Stato di Emergenza

Le principali novità del decreto-legge:

Spostamenti tra Regioni

Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Spostamenti verso altre abitazioni

Dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021 è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. 

Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000abitanti.
Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Istituzione della zona bianca

È istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e un’incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti

In zona “bianca” NON si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico;

Istituzione di una piattaforma informativa nazionale sul Piano Vaccini

In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da Covid-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

Per maggiori informazioni, clicca sui Link sottostanti.

Fonte: “Ministero della Salute” – https://bit.ly/3bDMKh2
Fonte: “Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri” – https://bit.ly/3qA1cen
Fonte: “Gazzetta Ufficiale” – https://bit.ly/3qA1C4r

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Trentamila Saturimetri gratis nelle farmacie

È l’iniziativa lanciata dalla Società italiana di pneumologia in collaborazione con Federfarma, che coinvolge 1.200 farmacie in tutta Italia e ha l’obiettivo di promuovere la diffusione del saturimetro, uno strumento di misurazione dell’ossigenazione del sangue, ritenuto particolarmente utile per prevenire le complicanze gravi legate a Covid-19, alle quali sono esposti soprattutto i pazienti con patologie respiratorie pregresse.

I 30mila saturimetri saranno distribuiti gratuitamente dalle farmacie coinvolte ai nuclei familiari di cui faccia parte almeno una persona affetta da patologie respiratorie. Il Saturimetro è un dispositivo capace di fornire informazioni preziose sul grado di saturazione dell’ossigeno nel sangue arterioso, attraverso una facile applicazione sul dito di una mano. La misurazione è sicura e indolore ed effettuabile a casa, seguendo delle semplici regole riportate all’interno del foglio illustrativo. 

Per funzionare, il saturimetro (o pulsossimetro) utilizza delle normali pile alcaline: è importante assicurarsi che siano sempre ad un livello di carica ottimale, per una misurazione affidabile. Per maggiori informazioni, clicca sul Link sottostante.

Fonte: “Ministero della Salute” – https://bit.ly/3icKVc3 

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INAIL COVID-19 – Video Tutorial sui test diagnostici

Il tutorial illustra in circa 4 minuti la natura dei test diagnostici utilizzati per individuare l’infezione da SARS-CoV-2. Lo stile narrativo fonda su un linguaggio semplice, l’impiego di grafica e animazioni accompagnate da testo per dare rilievo ai contenuti audio. Viene chiarita la distinzione tra strumenti di tipo diretto, come il tampone molecolare e il tampone antigenico rapido, che valutano la presenza del virus nel campione clinico, e strumenti di tipo indiretto, che rilevano la presenza di anticorpi specifici, indicatori di un’infezione pregressa o in atto, condizione che richiede ulteriore verifica. Viene anche specificato che i test antigenici rapidi, a cui si sta facendo molto ricorso in questa seconda fase dell’emergenza pandemica, sono utilizzati con finalità di screening di massa e prevenzione.

Fonte: “INAIL” – https://bit.ly/2LWLhrl

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Rischio Chimico – Schede di sicurezza (SDS)

Il regolamento Ue n.878/2020 modifica l’allegato II del regolamento REACH. A partire dal 01.01.2021 le SDS saranno prodotte secondo nuovi requisiti, per le schede messe in commercio sarà presente una deroga fino al 31.12.2020.

Gli aggiornamenti riguardano:
⁃ sezione 3: composizione/informazione sugli ingredienti
⁃ sezione 9: proprietà fisiche e chimiche
⁃ sezione 11: informazioni tossicologiche
⁃ sezione 12: informazioni ecologiche

Quindi, suggeriamo di confrontarvi col Vostro fornitore di ricevere quando possibile le SDS aggiornate perché potrebbe rendersi necessario l’aggiornamento della valutazione del rischio chimico per salute delle persone e per l’ambiente.

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Contributi Smart Working a fondo perduto

L’avviso è finalizzato alla promozione nelle imprese lombarde dello smart working, come modello organizzativo che consente una maggiore flessibilità per quanto riguarda il luogo e i tempi di lavoro. Adottare piani di smart working consente di incrementare la produttività e aumentare il benessere di lavoratori e lavoratrici. L’Avviso è rivolto ai soggetti che esercitano attività economica e che intendono adottare e attuare un Piano aziendale di smart working, come: 

  • imprese, iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza
  • soggetti in possesso di partita IVA

Ulteriori requisiti in comune per tutte le tipologie di beneficiari:

  • avere un numero di dipendenti almeno pari a 3
  • non essere già in possesso di un piano di smart working e del relativo accordo aziendale
  • risultare in regola rispetto alla verifica della regolarità contributiva
  • rispettare le previsioni di cui al Regolamento (UE) 1407/2013
  • non rientrare nei campi di esclusione di cui all’art. 1 del Reg (UE) 1407/2013.

Con decreto regionale 3516 del 18 marzo 2020, la partecipazione al bando è stata estesa anche ai datori di lavoro che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti nel periodo dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a partire dal 25 febbraio 2020 per la durata dello stato di emergenza.

Le attività dovranno essere svolte esclusivamente presso sedi operative o di esercizio lombarde. 

La domanda di finanziamento al bando dovrà essere presentata, pena la non ammissibilità, dal soggetto beneficiario dell’agevolazione obbligatoriamente in forma telematica, per mezzo del Sistema Informativo Bandi online disponibile all’indirizzo: www.bandi.servizirl.itÈ possibile presentare la domanda di voucher dalle ore 12 del 16 dicembre 2020. Per qualsiasi chiarimento o informazione in merito all’Avviso è possibile scrivere alla casella di posta elettronica: smartworking@regione.lombardia.it

Per assistenza tecnica sull’utilizzo del servizio on line della piattaforma Bandi online scrivere alla casella mail  bandi@regione.lombardia.it o contattare il numero verde 800.131.151 attivo dal lunedì al sabato escluso festivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

Fonte: FSE & Regione Lombardia – https://bit.ly/3qGeKpl

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INAIL Modello OT23 – 2021

Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per l’anno 2021, relativo agli interventi migliorativi adottati dalle aziende nel corso del 2020

Le domande devono presentate con modalità esclusivamente telematica entro il 01.03.2021.

Le domande pervenute all’ente (INAIL) devono rispettare i seguenti requisiti:

  1. DURC in regola;
  2. Rispetto delle norme previste del D.Lgs. 81/08;
  3. Realizzare interventi migliorativi, oltre a quelli obbligatori previsti dal d.lgs.81/08, per un totale di 100 punti;
  4. Invio documentazione probante per conferma dell’intervento effettuato

Le novità presenti nel nuovo modello:

  • Possono accedervi le aziende nel primo biennio di attività, con quota fissa di sconto pari all’8%;
  • Bonus punteggio integrativo es. +10;
  • Validità pluriennale per alcune tipologie di interventi segnalate con P nel modello OT23-21

In sintesi, alcune novità presentate con il nuovo modello:

SEZ. A PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI MORTALI (NON STRADALI)

  • Sez. A-1.1 (validità pluriennale), L’azienda ha acquistato e installato permanentemente sistemi per la rilevazione e l’analisi del livello di ossigeno e della concentrazione di gas tossici, esplosivi ed asfissianti, installati in postazione fissa negli ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento (acquistati anche nei 3 anni precedenti);
  • Sez. A-1.3 L’azienda ha acquistato uno o più sistemi per l’agevole e sicuro salvataggio di operatori che lavorano in ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento; es. Treppiedi, verricello, imbracatura,etc;
  • Sez. A-1.4 Ambienti Confinati; formazione e addestramento al recupero di salvataggio (8ore di cui 4 di addestramento) previsto un bonus di +10 punti in caso di realizzazione di questo intervento migliorativo;
  • Sez. A-2.1 L’azienda ha installato, su edifici di cui ha la disponibilità giuridica, ancoraggi fissi e permanenti destinati e progettati per ospitare uno o più lavoratori collegati contemporaneamente e per agganciare i componenti di sistemi anti caduta; ancoraggi fissi devono essere conformi alla norma UNI 11578:2015 categorie A,C e D;
  • Sez. A-2.2 L’azienda ha installato, in o su edifici di cui ha la disponibilità giuridica, scale fisse per l’accesso occasionale a postazioni di lavoro; saltuarie elevate;
  • Sez. A-3.4 procedure lock out- tag out;
  • Sez. A-3.5 L’azienda ha installato, su macchine operatrici semoventi di sua proprietà, dispositivi supplementari per assicurare/migliorare la visibilità della zona di lavoro;
  • Sez. A-5.1 programma di prevenzione imenettori;

SEZ.B – RISCHIO STRADALE

  • Sez. B-1 Il personale che durante l’attività lavorativa fa uso di veicoli a motore personalmente condotti ha effettuato uno specifico corso teorico-pratico di guida sicura;
  • Sez. B-2 L’azienda ha fornito un servizio di trasporto casa-lavoro con mezzi di trasporto collettivo integrativo di quello pubblico;
  • Sez. B-3 L’azienda ha fornito un servizio di trasporto casa-lavoro con mezzi di trasporto collettivo integrativo di quello pubblico per i lavoratori che operano in orario notturno;
  • Sez. B-10 L’azienda previene la guida in stato di ebbrezza da parte dei conducenti dei veicoli aziendali;

SEZ.C – MALATTIE PROFESSIONALI

  • Sez. C-2.2 L’azienda ha installato sistemi di aspirazione dell’aria per la riduzione dell’esposizione ad agenti chimici presenti nei luoghi di lavoro;
  • Sez. C-3.1 L’azienda ha implementato misure correttive per ridurre la concentrazione media di attività di radon nei luoghi di lavoro al piano terra, seminterrato e interrato
  • Sez. C-4.1 programma di promozione della salute osteoarticolare e muscolare, con programmi di formazione con fisioterapista e RSPP; 

SEZ.D – FORMAZIONE, INFORMAZIONE ADDESTRAMENTO

  • Sez. D-3 L’azienda ha attuato interventi di micro-formazione come rinforzo della formazione erogata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

SEZ.F – GESTIONE DELLE EMERGENZE E DPI

  • Sez. F- 4 L’azienda ha implementato sistemi di controllo a distanza dello stato di efficienza dei dispositivi e delle attrezzature antincendio, che prevedono l’utilizzo di sensoristica integrata;
  • Sez. F- 5 L’azienda ha attuato interventi per la protezione dei propri dipendenti dal rischio di aggressione;
  • Sez. F- 7 L’azienda ha adottato sistemi di controllo a distanza dell’utilizzo dei DPI da parte dei lavoratori.

Al seguente link INAIL tutte le informazioni utili, https://bit.ly/37hc7Tg

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INAIL – BANDO ISI INAIL 2020

L’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro) finanzia investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Con la pubblicazione del Bando ISI 2020 si pone come obiettivo quello di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori rispetto alle condizioni preesistenti. 

L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura e gli Enti del terzo settore.

Il beneficio consiste in un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili (il contributo non potrà essere inferiore a 5.000,00 € e superiore a 130.000,00 €). 

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto:

  • Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC);
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

Le spese finanziabili devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione. 

Sul portale Inail – nella sezione Accedi ai Servizi Online – avrete a disposizione una procedura informatica che vi consentirà, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali (link in piè di pagina).

Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata alle scadenze dell’Avviso Isi 2020, entro il 26 febbraio 2021.

Per maggiori informazioni

INAIL – https://bit.ly/3qDrI7f

Fonte: “INAIL” – https://bit.ly/3qDrI7f
Fonte “INAIL – Avvisi Regionali” – https://bit.ly/33YV71U

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