NEWS

Greenpass50+: Verifica del green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro

Con il DPCM del 12 ottobre 2021 erano state indicate modalità agevolate per la verifica dei green pass in maniera “agevolata” rispetto al semplice utilizzo dell’app VerificaC19 tramite smartphone o tablet.

Dal 21 ottobre 2021 l’INPS ha attivato il servizio Greenpass50+ che consente la verifica automatizzata del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 per l’accesso ai luoghi di lavoro rivolto ai Datori di lavoro di aziende con più di 50 dipendenti, non aderenti a NoiPA. Il servizio Greenpass50+ interroga la Piattaforma Nazionale DGC che consente la verifica asincrona del certificate verde Covid-19, con riferimento all’elenco dei codici fiscali dei propri dipendenti.

Le attività di verifica devono essere effettaute esclusivamente nei confronti del personale effettivamente in servizio per cui è previsto l’accesso al luogo di lavoro in cui è effettuata la verifica, escludendo i dipendenti assenti per specifiche causali (es. ferie, malattie, permessi) o che svolgano l’attività lavorativa in modalità agile. Nel caso in cui, all’esito di tali verifiche, l’interessato non risulti in possesso di una certificazione verde Covid-19 in corso di validità e quindi il sistema di rilevazione delle presenze non consenta l’accesso, lo stesso ha comunque diritto di richiedere che la verifica sia nuovamente effettuata al momento dell’accesso al luogo di lavoro mediante l’applicazione mobile VerificaC19.

Il servizio Greeenpass50+ prevede tre distinte fasi:

  • la prima, di accreditamento, in cui i datori di lavoro potranno accreditare l’azienda al servizio di verifica del green pass e indicare i verificatori, che verificheranno appunto il possesso del green pass;
  • la seconda, elaborativa, in cui l’INPS accede alla Piattaforma Nazionale DGC per il recupero dell’informazione del possesso del green pass da parte dei dipendenti delle aziende che hanno aderito al servizio;
  • la terza, di verifica, in cui i verificatori accederanno al servizio per la verifica del possesso del green pass dei dipendenti delle aziende accreditate, dopo aver selezionato i nominativi per i quali verificare il possesso del green pass.

La descrizione dettagliata delle tre fasi per l’attivazione del servizio Greenpass50+ sono disponibili sul sito dell’INPS accedendo dal link riportato qui di seguito.

Fonti: https://bit.ly/3BkD0S9

Share:

Green pass, il Presidente Draghi firma il DPCM sulle verifiche in ambito lavorativo

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, del Ministro della Salute, Roberto Speranza, e del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao, ha firmato il dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo. 

Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. Qui di seguito riportiamo alcuni estratti riferiti ai datori di lavoro di aziende private per la verifica del green pass in maniera “agevolata”, rispetto al semplice utilizzo dell’app VerificaC19 da smartphone o tablet, descritte in forma dettagliata nell’allegato H del DPCM del 12 ottobre 2021.

Tali verifiche potranno avvenire anche attraverso:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC.

Per l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde, il Ministero della Salute ha rilasciato un pacchetto di sviluppo per applicazioni con licenza open source chiamato SDK (Software Development Kit). Il software può essere integrato nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze effettuando un controllo paritario a quello che viene eseguito tramite l’app VerificaC19.

La seconda modalità di verifica invece, è effettuabile tramite il portale INPS e la PN-DGC, che consente una verifica asincrona ed è applicabile solamente dai datori di lavoro con più di 50 dipendenti.

Il Portale INPS, avvalendosi dei suoi canali e delle informazioni di cui dispone su datori di lavoro e lavoratori, pubblici e privati, può agire come intermediario con la Piattaforma nazionale-DGC per la verifica asincrona del green pass con riferimento all’elenco di codici fiscali dei dipendenti dei medesimi, mettendo a disposizione un nuovo servizio “Richiesta verifica Green-Pass” che prevede un’apposita richiesta di utilizzo da parte del datore di lavoro, con più di 50 dipendenti, che dovrà indicare i verificatori da abilitare in relazione ai propri dipendenti.

La piattaforma nazionale Digital Green Certificate, di titolarità del Ministero della Salute, espone un servizio di interrogazione a beneficio anche di Inps. Il servizio consente il recupero dell’informazione booleana (flagGreenPass) sulla validità del green pass a fronte di un codice fiscale. Per motivi prestazionali si ipotizza un servizio REST, che accetti in input una lista di codici fiscali e restituisca una mappa CF/flagGreenPass. Si potrà effettuare un numero di chiamate con modulo 160 che è il limite settato per altri ambiti, anche parallelizzando le chiamate.

Il DPCM completo e le FAQ pubblicate dal Governo sono disponibili accedendo al link riportato qui di seguito.

Fonti: https://bit.ly/2YMQ70A

Share:

Obbligo Green Pass

COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 36 DEL 16 SETTEMBRE 2021

Il 16 settembre 2021 è stato pubblicato da parte del Consiglio dei Ministri un comunicato stampa riguardante l’obbligo da parte dei lavoratori di possedere e presentare il green pass per accedere ai luoghi di lavoro, nel settore pubblico e privato, nonché l’obbligo da parte dei Datori di lavoro di verificare lo stesso con le modalità che verranno definite entro 15 ottobre 2021, data di inzio dell’obbligatorietà. Qui di seguito riportiamo l’estratto del comunicato stampa riguardante le attività nel settore privato.

Lavoro pubblico

Omissis…

Lavoro privato

A chi si applica

Dal 15 ottobre al 31 dicembre sono tenuti a possedere e a esibire su richiesta i Certificati Verdi coloro che svolgano attività lavorativa nel settore privato. La disposizione si applica anche ai contratti esterni. Le disposizioni sopra riportate non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale per motivi di salute, sulla base di idonea certificazione medica.

Dove si applica

Il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono richiesti per accedere ai luoghi di lavoro.

I controlli e chi li effettua

Come per il lavoro pubblico, anche per quello privato sono i datori di lavoro a dover assicurare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.

Ragionevolmente la verifica del green pass potrà essere effettuata dai soggetti incaricati dal datore di lavoro utilizzando l’app Verifica C19 https://www.dgc.gov.it/web/app.html le FAQ https://www.dgc.gov.it/web/faq.html#verifica19 

Le sanzioni

Il decreto prevede che il personale ha l’obbligo del Green Pass e, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del Certificato Verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

La sospensione è comunicata immediatamente al lavoratore ed è efficace fino alla presentazione della certificazione verde COVID-19 e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza. È prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass.

Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde. Dopo il quinto giorno di mancata presentazione della predetta certificazione, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021.

FONTE: Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri https://bit.ly/3nE5zXt

Share:

Mobilty Manager – PSCL (piano spostamento casa-lavoro)

Con le nuove linee guida emanate dal Ministero della Transizione ecologica vengono definiti e dettagliati i compiti e le funzioni della figura del Mobility Manager, nonché l’attuazione e la redazione dei piani per gli spostamenti casa-lavoro (PSCL). La figura del Mobility manager nasce proprio per favorire lo sviluppo di strumenti di mobilità utili al decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale. È una figura che promuove e realizza interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità delle persone, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile.

Il Mobility manager dovrà quindi occuparsi di cercare delle soluzioni di mobilità per i lavoratori, incentivando forme di mobilità sostenibile per gli spostamenti, tenendo conto anche dello stato dell’offerta di trasporto presente nel territorio interessato. La prima adozione del PSCL deve avvenire entro il 23.11.2021. Qui di seguito riportiamo gli estratti più significativi delle normative approvate e già in vigore che delineano quali sono le aziende soggette a tali disposizioni e per quali comuni.

L’art.229 comma 4 del D.L. n.34/2020 dispone:

“le imprese e le pubbliche amministrazioni (…) con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di regione , in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia ovvero in un comune con più di 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31.12 di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nominando, a tal fine, un mobility manager con funzione di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile”

Il D.M. 12 maggio 2021 definisce le modalità attuative delle disposizioni contenute all’ art.229 comma 4 del D.L. n.34/2020.

Art.1 comma 2 del D.M. 12 maggio 2021 dispone “il presente decreto è finalizzato a consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane, promuovendo la realizzazione di interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità delle persone che consentano la riduzione dell’uso del veicolo privato individuale a motore degli spostamenti sistematici casa-lavoro e favoriscano il decongestionamento del traffico veicolare”.

Il mobility manager supporta l’azienda per gestire e ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti aziendali attraverso:

  • L’incentivazione all’utilizzo dei mezzi pubblici,
  • La riduzione dell’utilizzo dei mezzi privati,
  • Una migliore organizzazione degli orari.

Il comma 2, art.3 del DM 12 maggio 2021 ha chiarito che:” al fine della verifica della soglia dei 100 dipendenti di ogni singola unità locale ai sensi del comma 1, si considerano come dipendenti le persone che, seppur dipendenti di altre imprese e enti pubblici, operano stabilmente, ovvero con presenza quotidiana continuativa, presso la medesima unità locale in virtù di contratti di appalto di servizi o di altre forme di distacco, comando o altro.” Deve essere trasmesso entro 15gg al comune territorialmente competente ai sensi dell’art.5, comma 3 del D.M. 12 maggio 2021, deve a sua volta aver provveduto alla nomina del mobilty manager d’area svolgente funzione di raccordo tra quello aziendale e quello dei comuni.

È il comune con il supporto del mobilty manager d’area, individua eventuali modifiche al PSCL trasmesso, e può stipulare con l’impresa che lo ha redatto intese e accordi per una migliore implementazione. Il PSCL deve essere redatto seguendo le linee guida pubblicate con il DL n.209/2021.

Fonti:
D.M. 12 maggio 2021 Modalità attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/05/26/21A03111/sg

DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052) (GU Serie Generale n.128 del 19-05-2020 – Suppl. Ordinario n. 21) note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/05/2020 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/19/20G00052/sg 

DL n.209/2021 https://www.mit.gov.it/node/16288

Share:

Aggiornamenti sulle misure di contenimento del virus Sars-Cov-2 negli ambienti di lavoro

Tenendo ancora valide le disposizioni emanate dalla Conferenza-Stato Regioni con il documento “Linee guida per  la ripresa delle attività economiche e sociali” del 28 maggio 2021, a queste si aggiungono le ulteriori disposizioni  del Decreto-Legge 23 luglio 2021 n.105. Qui di seguito viene riportato un estratto del contenuto legislativo citato  precedentemente, con le misure riguardanti i luoghi di lavoro, o che potrebbero riguardare in caso di convegni,  congressi, fiere, eventi, spettacoli ecc. 

DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n. 105. 

Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in  sicurezza di attività sociali ed economiche. 

ART. 1. – DICHIARAZIONE STATO DI EMERGENZA NAZIONALE 

  1. In considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da COVID-19, lo  stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, omissis… è  ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2021

ART. 3. – IMPIEGO CERTIFICAZIONI VERDI COVID-19 

  1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo  l’articolo 9 è inserito il seguente: 
  2. A far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all’articolo 9, comma 2, l’accesso ai seguenti servizi e attività: a) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, di cui all’articolo 4, per il consumo al tavolo, al chiuso; b) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, di cui all’articolo 5; 
  3. e) sagre e fiere, convegni e congressi di cui all’articolo 7; 
  4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna  vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri  definiti con circolare del Ministero della salute. 
  5. I titolari o i gestori dei servizi e delle attività di cui al comma 1 sono tenuti a verificare che l’accesso ai  predetti servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma 1. 

ART. 4. MODIFICHE AL DECRETO-LEGGE 22 APRILE 2021, N. 52 

  1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono  apportate le seguenti modificazioni: 
  2. c) all’articolo 5: 

1) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

«1. In zona bianca e in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale  cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche  all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia  assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che  non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l’accesso è consentito esclusivamente ai  soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2. 

  1. e) all’articolo 9: 

1) al comma 3, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: «La certificazione verde COVID-19 di cui al  primo periodo è rilasciata altresì contestualmente all’avvenuta somministrazione di una sola dose di  un vaccino dopo una precedente infezione da SARS-COV 2 e ha validità dal quindicesimo giorno  successivo alla somministrazione.». 

In conclusione, sia per le attività che rientrano tra quelle soggette a controllo quotidiano della certificazione verde  COVID-19 (ad es. servizi di ristorazione), che per le attività che potrebbero rientrare in caso di organizzazione di  eventi, congressi, convegni, fiere è NECESSARIO effettuare la nomina dell’addetto al controllo dei certificati verdi COVID-19 all’ingresso. 

Qui vi riportiamo il link per scaricare l’app “VerificaC19” necessaria per l’esecuzione del controllo.

Riferimento legislativo D.L. 23 luglio 2021 n.105:
https://bit.ly/3j643cv

Share:

Indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata

Nell’attuale situazione emergenziale la curva epidemiologica dei contagi è in fase di risalita conseguentemente alla presenza di nuove varianti del virus e agli allentamenti delle misure restrittive imposte in precedenza da parte del Governo all’intera popolazione.

Visto anche le imminenti vacanze estive, che esporranno la popolazione ad un rischio maggiore di essere contagiati, si prevede con buona probabilità un aumento dei contagi.

Pertanto, ci teniamo a ricordarvi le indicazioni procedurali fornite dal Ministero della Salute con la Circolare n. 15127 del 12 aprile 2021 per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia da COVID-19, ai fini di tutela della salute evitando di esporre eventuali soggetti fragili a rischi che potrebbero compromettere il loro stato di benessere.

  1. A) Lavoratori positivi con sintomi gravi e ricovero

Il Medico Competente – per quei lavoratori che sono stati affetti da COVID-19 per i quali è stato necessario un ricovero ospedaliero – previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione, effettua la visita medica prevista dall’art. 41, c. 2 lett. e-ter del D.lgs. 81/08 e s.m.i (quella precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi), indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

  1. B) Lavoratori positivi sintomatici

I lavoratori risultati positivi alla ricerca di SARS-CoV-2 e che presentano sintomi di malattia (diversi da quelli previsti al punto A) possono rientrare in servizio dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

  1. C) Lavoratori positivi asintomatici

I lavoratori risultati positivi alla ricerca di SARS-CoV-2 ma asintomatici per tutto il periodo possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Pertanto, il lavoratore di cui alle lettere B) e C), ai fini del reintegro, invia al datore di lavoro – per il tramite del Medico Competente – la certificazione di avvenuta negativizzazione.

  1. D) Lavoratori positivi a lungo termine

I lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario: il lavoratore avrà cura di inviare tale referto – anche in modalità telematica – al datore di lavoro, per il tramite del Medico Competente.

Il periodo eventualmente intercorrente tra il rilascio dell’attestazione di fine isolamento e la negativizzazione – nel caso in cui il lavoratore non possa essere adibito a modalità di lavoro agile – dovrà essere coperto da un certificato di prolungamento della malattia rilasciato dal medico curante.

Non si ravvisa la necessità da parte del Medico Competente, salvo specifica richiesta del lavoratore, di effettuare la visita medica precedente alla ripresa del lavoro per verificare l’idoneità alla mansione.

  1. E) Lavoratore contatto stretto asintomatico

Il lavoratore che sia un contatto stretto di un caso positivo informa il proprio medico curante che rilascia certificazione medica di malattia, salvo che il lavoratore stesso non possa essere collocato in regime di lavoro agile.

Per la riammissione in servizio, il lavoratore – dopo aver effettuato una quarantena di 10 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo – si sottopone all’esecuzione del tampone e il referto di negatività del tampone molecolare o antigenico è trasmesso dal Dipartimento di Sanità Pubblica o dal laboratorio dove il test è stato effettuato al lavoratore che ne informa il datore di lavoro per il tramite del Medico Competente.

Infine, nell’ipotesi in cui le assenze per malattia Covid-19 correlata siano effettuate in posizione di infortunio, il rientro in servizio del lavoratore è subordinato alla presentazione del certificato di chiusura dell’evento.  

Per ogni eventuale informazione relativa alla gestione di casi specifici è sempre possibile far riferimento alla struttura del Servizio Prevenzione e Protezione.

Riferimento normativo: 

  • Circolare n. 15127 del 12 aprile 2021

               https://bit.ly/3z9E8HB

Share:

Indicazioni utili per Covid-19 in caso di viaggio all’estero

Tutti coloro che intendano recarsi all’estero, indipendentemente dalla destinazione e dalle motivazioni del viaggio, devono considerare che qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario.

Oggi più che in passato, appare necessario che ciascun cittadino in procinto di intraprendere un viaggio all’estero verifichi e comprenda preventivamente il contesto in cui verrà a trovarsi nel corso della sua permanenza fuori dai confini nazionali.

In particolare, nel caso in cui sia necessario sottoporsi a test molecolare o antigenico per l’ingresso in Italia o per il rientro nel nostro Paese da una destinazione estera, si rammenta che i viaggiatori devono prendere in considerazione la possibilità che il test dia un risultato positivo. In questo caso non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova.

Tali procedure interessano, con alcune possibili differenze dovute alle diverse normative locali, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali del Paese in cui ci si trova e che, a tutela della salute pubblica, potranno far rientro in Italia al termine del periodo di isolamento previsto.

Si raccomanda, pertanto, di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi al contagio da COVID-19.

Attraverso il sito Viaggiaresicuri del Ministero degli Affari Esteri è possibile reperire quotidianamente informazioni qualificate ed aggiornate su tutti i Paesi del mondo, con particolare riferimento alle condizioni di sicurezza e ad eventuali rischi per l’incolumità di coloro che intraprendono viaggi all’estero.

Pertanto, invitiamo coloro che intendono intraprendere viaggi all’estero a verificare preventivamente le informazioni aggiornate pubblicate sul suddetto sito.

Su questo sito è possibile compilare, inoltre, un questionario informativo (vedi sotto) che fornisce informazioni puntuali sul viaggio che si intende intraprendere.

Share:

Misure di prevenzione Covid-19 all’interno degli ambienti di lavoro

  • È obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi chiusi?

I DPI anti-contagio di protezione delle vie respiratorie vanno sempre portati con sé, e vi è obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

L’obbligo è confermato in presenza di soggetti immunodepressi.

A seguito dell’ordinanza Ministero della Salute del 28 Giugno 2021 non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto.

  • È obbligatoria la misurazione della temperatura corporea? 

Regione Lombardia: 

Prima dell’accesso al luogo di lavoro, il personale dipendente dovrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea, a cura o sotto la supervisione del datore di lavoro o suo preposto. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro

Le persone in tale condizione dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Riferimenti normativi: 

  • Linee guida regione Lombardia del 10.02.2021, 
  • Linee guida Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome dell’08.10.2020; 

ATS MILANO: SCARICA IL PDF

  • Ordinanza del 16.10.2020;

SCARICA IL PDF

Regione Lazio:

Prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere rilevata ai clienti/fornitori la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C. Gestori e lavoratori non possono iniziare il turno di lavoro se la temperatura corporea è superiore a 37,5°C. 

Riferimento normativo: 

  • Ordinanza del 28.05.2020 e s.m.i.

SCARICA IL PDF

  • Una persona vaccinata, al di fuori dell’ambiente di lavoro, deve continuare a rispettare le misure di prevenzione per la trasmissione del virus?(distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani)

Una persona vaccinata con una o due dosi deve continuare a osservare tutte le misure di prevenzione quali il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani, poiché non è ancora noto se la vaccinazione sia efficace anche nella prevenzione dell’acquisizione dell’infezione e/o della sua trasmissione ad altre persone.

È necessario osservare le misure di prevenzione anche alla luce dell’attuale situazione epidemiologica, che vede la comparsa e la circolazione di nuove varianti virali, che sono più diffusive rispetto al virus circolante nella prima fase della pandemia e per le quali la protezione vaccinale potrebbe essere inferiore a quella esercitata rispetto al ceppo virale originario.

Riferimento normativo: 

  • I.S.S. FAQ 16.03.2021 

https://www.iss.it/covid19-faq

Restano validi i contenuti dei protocolli condivisi governo parti sociali del 06/04/2021, da applicare nei luoghi di lavoro, in riferimento al DL 55/21 e precedenti e linee guida INAIL.

La mancata applicazione dei protocolli aziendali prevede la sanzione amministrativa per una somma che varia da 400 a 3000 e chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni. Art. 2 com 1 D. L. n. 33/2020

Share:

Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19

ART. 2 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE 

  1. Dal 1° giugno 2021, in zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, sono consentite, anche al chiuso, nel rispetto dei limiti  orari  agli  spostamenti  di  cui all’articolo 1, nonché’ di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 16 maggio 2020,  n.  33,convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74.

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali

RISTORAZIONE E CERIMONIE

Le presenti indicazioni si applicano al settore del commercio al dettaglio. Le presenti indicazioni si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per l’attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di una organizzazione aziendale terza, sarà necessario inoltre rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione). 

Le misure di seguito riportate, se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena.

Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C. Rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno. Adottare misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze.

Negli esercizi che somministrano pasti, privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. È comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano, nel rispetto delle misure di prevenzione previste. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.

In tutti gli esercizi:

– Disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tali distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione.

– I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo;
– Favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere;
– Al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici.

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.

È possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie.

La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet. Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti, prima di ogni servizio al tavolo.

È obbligatorio mantenere aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.

La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo.

Sono consentite le attività ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra giocatori dello stesso tavolo e di almeno 1 metro tra tavoli adiacenti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio). Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi.

Share:

Aggiornamenti per l’esposizione a sostanze chimiche e cancerogene

Con il recepimento della direttiva UE 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019 e della direttiva UE 2019/983 del Parlamento europeo del Consiglio del 5 giugno 2019, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali assieme al Ministero della Salute sostituiscono gli allegati XLII e XLIII del D.lgs. 81/08 con gli allegati I e II del Decreto Interministeriale del 11 febbraio 2021, per quanto concerne l’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni.

Il presente decreto aggiunge due importanti novità all’elenco delle sostanze, miscele e processi, ovvero identifica come a rischio di esposizione cancerogena cutanea:

  • I lavori comportanti penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore;
  • I lavori comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel.

Ciò comporta inevitabilmente un aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi per quelle attività economiche che rientrano nei punti sopra elencati come ad esempio ad es. meccanici, carrozzieri etc. In aggiunta a quanto appena citato rientra di conseguenza l’obbligo, per chi non l’avesse già effettuato, di presentare all’INAIL il registro degli esposti ad agenti cancerogeni tramite il portale messo a disposizione.

Di seguito viene riportato il link di rimando al testo completo.

Riferimenti bibliografici:
https://bit.ly/3tfheLg

Share:

SEDE

Via Francesco Ferrucci 2
Milano (MI) - 20145

TELEFONO

02 36570750

ORARI

Da Lunedì al Venerdì
dalle: 8:00 alle 17:30